Viste le problematiche non indifferenti che comporta la malattia, l’arma migliore che abbiamo è la prevenzione, a tal proposito in commercio esistono dei farmaci che contengono quasi tutti invermectina, che è efficace contro le forme immature del parassita e impedisce che queste si trasformino in adulti. Tali farmaci esistono in diversi formati: compresse o tavolette appetibili (che il proprietario deve somministrare ogni mese almeno da marzo a novembre, anche se sarebbe più conveniente non interompere mai durante tutto l’anno), iniezioni (che può invece somministrare solo il veterinario una volta all’anno).
Esistono anche altri principi attivi efficaci reperibili in commercio sotto forma “pipette”, che si applicano una volta al mese al cane tra le scapole sia le compresse/tavolette, si possono trovare in confezioni diverse e quindi con differenti dosaggi di farmaco, in base al peso dell’animale e adirittura all’età (infatti esistono anche prodotti studiati apposta per i cuccioli) se si decide di utilizzare nella prevenzione le compresse o le pipette e importante non dimenticare di somministrarle e non tardare nemmeno un giorno, per evitare che il nostro amico a quattro zampe rimanga “scoperto” e quindi facilmente aggredibile dalla malattia.
La Leishmaniosi canina
La leishmaniosi canina è una malattia infettiva causata da protozoi del genere Leishmania, veicolati da un insetto chiamato “flebotomo” (o “pappatacio”), molto piccolo (è lungo circa 2-3 mm) e di colore giallo.
La trasmissione avviene in questo modo: i flebotomi inoculano nella cute dei corpuscoli detti promastigoti. Questi, appena entrati nell’organismo, vengono attaccati dai macrofagi (le cellule deputate a inglobare e quindi distruggere gli agenti infettanti): a questo punto si trasformano in “amastigoti” che si riproducono per scissione fino a riempire il macrofago e a distruggerne le pareti.
La leishmaniosi induce uno squilibrio immunologico che lascia il cane indifeso contro gli attacchi di qualsiasi agente patogeno.
Anche questa malattia, purtroppo, ha spesso un esito infausto. Purtroppo c’è una sintomatologia talmente vasta che raramente si riesce a individuare al primo colpo la malattia.
Il tempo di incubazione è lunghissimo (fino a un anno) e gli unici indizi davvero probanti sono alcune manifestazioni cutanee particolari (per esempio la rarefazione del pelo intorno agli occhi, detta “segno degli occhiali”) e la crescita abnorme delle unghie (onicogrifosi), che però non sempre si manifestano.
Molti altri sintomi, cutanei (dermatite, forfora, prurito, ingrigimento del pelo) e non (congiuntivite, dimagramento, inappetenza o eccessiva voracità) sono comuni a un numero così elevato di patologie che il veterinario non ha un compito facile nell’individuarli.
Clinicamente sono poi abbastanza frequenti (ma non sempre presenti) l’ingrossamento dei linfonodi e della milza. La febbre, citata da quasi tutti i testi che parlano di leishmaniosi, in realtà non sempre si manifesta, se non nelle rarissime forme acute, mentre nelle fasi avanzate della malattia è frequente l’ipotermia. Per una diagnosi certa, sia di filariosi che di leishmaniosi, è indispensabile l’analisi del sangue, che si consiglia di richiedere sempre al proprio veterinario in presenza di sintomi poco chiari.
Di leishmaniosi, purtroppo, non si guarisce: le terapia più utilizzate sono a base di antimoniato di n-metilglucamina (Glucantim®) ed allopurinolo (Zyloric®). La terapia non ottiene lo stesso effetto su tutti i cani: alcuni reagiscono egregiamente, ma su altri non c’è un effetto apprezzabile e la malattia prosegue il suo tragico corso come se non ci fosse stata alcuna cura.
Per la leishmaniosi non esiste alcun prodotto capace di bloccare l’azione dei parassiti una volta che siano penetrati nell’organismo: quindi la prevenzione deve avvenire a monte, facendo in modo che il cane non venga punto dai flebotomi.
I due prodotti antiparassitari specifici contro questi insetti sono l’Expot® (in forma di “spot-on”, ovvero di “pipetta” contenente un liquido da spremere sulla cute – tra le scapole – dove verrà gradualmente assorbito) e lo Scalibor®, che è invece un collarino; In aggiunta a questi prodotti si possono usare repellenti come il “Fly away”®, da spruzzare sul pelo: il suo odore risulta sgradevole agli insetti.
La Lehismaniosi è una malattia gravissima e mortale, quindi assolutamente da NON sottovalutare.
Esistono zone tradizionalmente a rischio (per esempio Liguria, Toscana, Sicilia), ma ormai non si può più considerare esente da rischi nessuna zona d’Italia, escluse forse quelle di alta montagna in cui non c’è mai una temperatura sufficientemente alta per consentire la vita dei flebotomi.
Purtroppo gli insetti ormai viaggiano in auto, pullman, nave…esattamente come noi (anzi, “con” noi), e si spostano da una parte all’altra d’Italia con la massima disinvoltura.
La prevenzione è consigliabile ovunque.

